Sì, un appartamento senza utenze attive (luce, acqua, gas) paga l'IMU come seconda casa o immobile a disposizione, poiché la tassazione si basa sulla proprietà e non sull'utilizzo. La semplice assenza di utenze non determina l'inagibilità o l'esenzione. Tuttavia, si può ottenere una riduzione del 50% della base imponibile se l'immobile è dichiarato inagibile o inabitabile.
Spetta l'esenzione dall'IMU per la prima casa al contribuente che abbia trasferito nell'immobile la propria residenza anagrafica e che, quanto alla dimora abituale, abbia provato con convincenti argomentazioni, il basso o nullo consumo relativo alle utenze di energia elettrica e gas.
Quando un immobile è inagibile o inabitabile – per ottenere la riduzione dell'IMU – è necessario ottenere un perizia tecnica, attraverso la quale venga certificato il reale stato dell'immobile. La perizia può essere redatta dall'ufficio tecnico comunale o da un qualsiasi tecnico abilitato.
Quando si può non pagare l'IMU per la seconda casa?
Se, attraverso la documentazione delle utenze, si dimostra che l'immobile è abitato in modo continuativo, si può avere diritto all'esenzione IMU sulla seconda casa. La richiesta di esenzione dovrà essere presentata direttamente al Comune competente, che verificherà i dati e la documentazione fornita.