Quando un bambino autistico parla da solo, spesso si tratta di ecolalia (ripetizione di parole/frasi sentite) o di stimming vocale (auto-stimolazione), fenomeni comuni che aiutano a regolare le emozioni, elaborare informazioni o intrattenersi. Questo comportamento, presente in molti casi, non va necessariamente inibito, poiché funge da strumento di auto-calma e comunicazione funzionale.
La verità è che parlare da soli è una fase naturale dello sviluppo linguistico e cognitivo. Significa che il bambino sta imparando a pensare, a organizzare le proprie azioni e a gestire le emozioni. In altre parole, è un modo per imparare a dialogare con sé stesso, e non un segnale di disagio come spesso si teme.
Il bambino con autismo lieve non sembra consapevole delle regole implicite di condotta sociale e spesso può utilizzare comportamenti o dire cose inadeguate al contesto e alla situazione sociale di riferimento. Il bambino utilizza scarsamente il contatto oculare integrandolo al discorso.
Il bambino con autismo verbale comunica, ma in modo poco funzionale. In questo caso, l'eloquio presenta numerose stereotipie verbali, ecolalie, ripetizioni, prosodia alterata, alterazioni fonetico-fonologiche o difficoltà articolatorie.
Alcuni esempi comuni di stimming (a volte chiamati stims) includono agitare le mani, battere le mani, dondolarsi, strizzare gli occhi, camminare avanti e indietro o in circolo, sbattere la testa, ripetere rumori o parole, schioccare le dita, e far girare oggetti.