I ceci non contengono elevate quantità di istamina preformata, ma sono considerati alimenti istamino-liberatori (o liberatori di istamina). Il loro consumo può stimolare le cellule (mastociti) a rilasciare istamina nel sangue, causando sintomi simili a un'allergia in soggetti sensibili o intolleranti.
Nella maggior parte delle diete a basso contenuto di istamina non vengono poste limitazioni al consumo di legumi, solo pochi autori limitano per un periodo lenticchie, ceci e soia.
L'istamina è possibile trovarla all'interno di VERDURE (spinaci, pomodori (compreso ketchup e succo di pomodoro), crauti, melanzane, patata (e fecola di patata), peperoni), LEGUMI (fave, fagioli, lenticchie, ceci, piselli, salsa di soia e cibi a base di soia), PESCE (crostacei, molluschi, aringhe conservate, acciughe ...
I cereali in sé hanno generalmente un basso contenuto di istamina, ma alcuni, come quelli fermentati (pane lievitato) o conservati a lungo, possono aumentarne i livelli, mentre altri, come riso, quinoa e avena freschi, sono ben tollerati e considerati adatti alle diete a basso contenuto di istamina perché non contengono istamina e alcuni (come il riso nero) possono addirittura ridurne il rilascio, sebbene la tolleranza individuale vari molto.
Per eliminare l'istamina in eccesso, è fondamentale seguire una dieta a basso contenuto di istamina evitando cibi fermentati e istamino-liberatori, supportare l'enzima DAO (Diammino Ossidasi) con integratori di vitamina C, B6 e zinco e migliorare la salute intestinale, riducendo anche lo stress e praticando attività fisica moderata per favorire il metabolismo di questa sostanza nel corpo.