Che abbiate o che avete?

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Entrambe le forme, "che abbiate" (congiuntivo) e "che avete" (indicativo), sono generalmente corrette a seconda del contesto e del grado di certezza, sebbene il congiuntivo sia spesso preferito in contesti formali o dopo verbi di speranza/dubbio. Il congiuntivo "che abbiate" è la forma corretta in frasi soggettive, incerte o subordinate.

Quando si usa abbiate?

In alcuni verbi (come gli ausiliari essere e avere o i ➔servili sapere e volere) il congiuntivo sostituisce anche la 2a persona singolare e plurale dell'➔imperativo. Per la 2a persona plurale si usano le forme regolari (siate, abbiate, sappiate, vogliate).

Che abbiate o che aveste?

Le espressioni sono tutte e due corrette.

Come non sbagliare il congiuntivo?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Si dice che abbia o che avesse?

La frase chiunque avesse pronunciato… è corretta: il trapassato avesse pronunciato può servire a collocare l'evento prima di un altro evento passato, per esempio in una frase come “Luca pensò che chiunque avesse pronunciato…” (in questo caso il passato non sarebbe corretto: *”Luca pensò che chiunque abbia pronunciato…” ...

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Quando usare il condizionale dopo il se?

Si usa il "se" + condizionale principalmente nelle domande indirette ("Mi chiedo se potrei aiutarti") per esprimere dubbi, o in rare costruzioni particolari, mentre nella maggior parte dei periodi ipotetici (situazioni immaginarie, improbabili, impossibili) la regola standard è "se" + congiuntivo (imperfetto o trapassato) nella protasi (la frase con "se") e condizionale nella reggente (apodosi) ("Se avessi tempo, andrei al cinema"). Usare il condizionale direttamente dopo il "se" in un periodo ipotetico è generalmente considerato un errore.

Che verbo mettere dopo il che?

Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.

Quali congiunzioni si usano al congiuntivo?

Il congiuntivo si usa: 1) con alcune congiunzioni subordinanti, quali affinché, benché, sebbene, quantunque, a meno che, nel caso che, qualora, prima che, senza che; 2) con aggettivi o pronomi indefiniti (qualunque, chiunque, qualsiasi, ovunque, dovunque);

Si dice sia sia oppure sia che?

La formula “sia… sia”, infatti, è valutata a larga maggioranza la migliore e quella da scegliere in quanto più tradizionale e più sonoramente piacevole. Inoltre, l'opzione “sia… che” rischia di creare confusione, nel caso siano presenti altri “che”.

Che cos'è abbiate?

In primo luogo, si tratta di casi isolati di seconda persona dell'imperativo realizzata tramite una forma antica della seconda persona del congiuntivo presente, in cui, ma solo in questa funzione esortativa, è conservata l'antica terminazione in -i in luogo della moderna in -a, quindi abbi (plur. abbiate), vogli (plur.

Analisi grammaticale abbiate?

abbiate = voce del verbo avere, coniugazione propria, modo congiuntivo, tempo presente, seconda persona plurale.

Come non sbagliare la H?

Per non sbagliare la 'h', ricordati che si usa solo con le voci del verbo avere (ho, hai, ha, hanno) e nelle esclamazioni (ahi, oh), mentre non si usa con i verbi all'infinito (-are, -ere, -ire) e nelle preposizioni (a, ai, o), applicando il trucco di sostituire la parola con il verbo "aveva" o "avevano": se la frase ha senso, ci va l'h; altrimenti no. 

Avesse avuto o abbia avuto?

Sono entrambe corrette. La seconda rappresenta l'evento dell'avere notizie come futuro (rispetto a un punto di riferimento passato); la prima lo rappresenta come ipotetico: il congiuntivo, infatti, configura la proposizione temporale introdotta da quando come temporale-ipotetica.

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Quando usare il congiuntivo dopo il che?

Il "che" richiede il congiuntivo quando introduce una frase subordinata che esprime dubbio, desiderio, volontà, opinione, incertezza, speranza, timore, o in espressioni impersonali (es. "sembra che") e con superlativi relativi, indicando soggettività; se invece esprime un fatto certo, si usa l'indicativo (es. "so che sei qui").

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