Che al posto di perché?

Domanda di: Loredana Caputo  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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ché cong. – È la cong. che, adoperata col senso di perché (interrogativo o causale), e scritta con l'accento perché pronunciata con tono vibrato: padre mio, ché non m'aiuti? (Dante); teneva le mani in tasca ché sentiva freddo.

Perché abbreviato che?

ché: accentato solo come forma abbreviata di 'perché' o, più raramente, di 'affinché'; mentre è sempre che in tutti gli altri usi, anche in quello sostantivato: non è un gran che, ha un certo non so che; dopo di che vedremo.

Come rispondere a un niente di che?

Comunque, se il modesto ti fa un grande favore, tu lo ringrazi, e lui potrebbe rispondere: Non preoccuparti, non è niente di che. Come a dire: non mi devi ringraziare, non si tratta di un grande favore, non è niente di cui ringraziare, niente di che vantarsi, nulla di importante. Come dire: figurati!

Cosa dire al posto di quando?

di dato che, dal momento che, giacché e anche se: q. ti dico che non lo so, vuol dire che non lo so davvero; q.

Quando perché è avverbio?

[comp. di per e che1 o che2]. – Grammaticalmente, oltre alle funzioni di avverbio interrogativo e di congiunzione, che sono le più frequenti, può avere quella di pronome relativo in alcuni usi ant. nei quali corrisponde a un per cui (per il quale, per la quale).

In Italia c'è un enorme giacimento di titanio non sfruttato: perché non lo estraiamo?