Per piacere al re, in particolare durante l'assolutismo come quello di Luigi XIV, i nobili dovevano vivere a corte, ad esempio nella reggia di Versailles Eduflix, mostrando assoluta obbedienza e devozione al sovrano, che era considerato un rappresentante di Dio in terra. Era cruciale partecipare alla vita di corte, seguire rigidi cerimoniali, ostentare ricchezza e lusso, e competere per i favori reali, rinunciando di fatto al proprio potere politico autonomo.
Tali privilegi consistevano nell'accesso esclusivo agli alti gradi dell'esercito, alle massime cariche nell'amministrazione pubblica e ai vertici della gerarchia ecclesiastica; nel diritto a esoneri fiscali; in un diverso trattamento giudiziario (essere giudicati da tribunali di pari rango e l'esenzione da pene ...
Concezione della regalità risalente alla civiltà ebraica e descritta nell'Antico Testamento. Venne ripresa da teologi e canonisti nel medioevo e durò fino al XVIII secolo. In virtù di tale concezione, il monarca ripete da Dio il suo potere sul popolo.
Cosa facevano i nobili nella reggia di Versailles?
I convivi della reggia stupivano per l'abbondanza di cibi, frutti e ortaggi esotici, ottenuti anche grazie alle coltivazioni sperimentali fatte nelle serre reali. Uno dei privilegi più ambiti dai nobili di Versailles era assistere al quotidiano “Grand Souper” che Luigi XIV consumava in pubblico a mezzogiorno.