Dalla fine del 1859 Garibaldi comincia a raccogliere armi e soldi con la “Sottoscrizione nazionale per il milione di fucili”. L'11 maggio 1860 i due piroscafi sbarcano a Marsala, nella parte occidentale della Sicilia. Si dirigono a Salemi, dove Garibaldi proclama la dittatura in nome del re Vittorio Emanuele II.
Nel 1860, con l'incredibile impresa dei Mille, conquistò la Sicilia e il Meridione d'Italia, raggiungendo l'obiettivo dell'unità nazionale. Combatté ancora nel 1862 e nel 1867 per fare di Roma la Capitale del Regno d'Italia, ma fu sconfitto. Ormai anziano, nel 1870 fu a fianco dei francesi contro i prussiani.
Con lo sbarco dei garibaldini a Marsala avvenne l'11 maggio; ha inizio la conquista dell'isola. A soccorso di Garibaldi fin dal 18 giugno arriva un gruppo di 2500 volontari dall'Italia settentrionale, guidati da Giacomo Medici, presto seguiti da altri 800 guidati da Enrico Cosenz il 2 luglio.
Perché i contadini siciliani appoggiarono Garibaldi?
Fra i siciliani facenti parte del governo di Garibaldi o a esso vicini si contavano moderati che operavano per un'immediata annessione al Piemonte, autonomisti che si esprimevano a favore dell'istituzione di un'assemblea siciliana e mazziniani che sognavano una repubblica unitaria.