L'Unesco sostiene che l'educazione alla tolleranza dovrebbe aiutare i giovani a sviluppare una propria capacità di pensare in modo critico ed etico, quindi educare ad essa dovrebbe mirare a prevenire l'emarginazione e la discriminazione (considerate forme comuni di intolleranza).
La tolleranza da una parte indica l'esigenza di difendere la propria identità e dall'altra a interpretare e indirizzare le scelte morali in una società che tende ad assumere la convivenza della diversità e della multiculturalità.
Ricordiamo che Voltaire non credeva in una religione specifica, ma per appigliarsi ad un futuro migliore, sceglie di parlare a qualcosa che va oltre gli uomini. La richiesta di rispetto e tolleranza, è difficile ancora oggi da comprendere a pieno. Voltaire sapeva della lungimiranza del suo trattato.
Che cosa significa e che valore ha la tolleranza per gli illuministi?
Derivato dal lat. tolerare (sopportare), il termine tolleranza ha per lungo tempo significato l'accettazione di atteggiamenti e credenze religiose che non si potevano evitare o sopprimere. Sotto l'influenza dell'Illuminismo e della progressiva separazione tra Chiesa e Stato, acquisì una connotazione più positiva.
Il Trattato sulla tolleranza è una delle più famose opere di Voltaire. Pubblicata in Francia nel 1763, costituisce un testo fondamentale della riflessione sulla libertà di credo, sul rispetto delle opinioni e di molte di quelle caratteristiche con cui oggi identifichiamo una società come civile.