Domanda di: Jari Rossi | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Quando uniscono due parole all'interno di una medesima proposizione, le preposizioni servono a introdurre i complementi (tranne il complemento oggetto e, talora, alcuni altri): Esempio: Abbiamo pensato a lungo alle tue parole. Sono andato a lavoro.
La preposizione si unisce dunque alla parola che segue e insieme danno vita a ciò che viene chiamato "complemento proposizionale". Le preposizioni permettono inoltre di formare i complementi indiretti, cioè gli elementi che completano il significato di un nome (es. il gattino di Laura dorme sulla poltrona).
La preposizione è una parte invariabile del discorso che crea un legame tra le parole di una frase o tra le frasi. E' detta "preposizione" perché va messa davanti a una parola. Mette in relazione l'elemento precedente (parola o frase) con l'elemento successivo. Le penne sono dentro il cassetto.
Come facciamo a distinguere se si tratta di una preposizione? Dobbiamo vedere il nome che segue, se è unita ad un nome si tratta sempre di preposizione. Aspetta un secondo. secondo = sostantivo che misura il tempo, in quanto non viene seguito da un nome.
Le preposizioni si suddividono comunemente in preposizioni proprie (quali a, da, in, con), preposizioni improprie (quali davanti, vicino, dopo, mediante) e locuzioni preposizionali (quali in fondo a, per via di, a causa di; ➔ ; ➔ ).