Si coltivano cereali, soprattutto grano e avena nelle zone pianeggianti di Viterbo, Roma e Latina. Molto sviluppate sono le colture di ortaggi e alberi da frutto. Nella zona meridionale sono coltivati gli agrumi. Nei territori collinari vengono coltivati alberi da vite e ulivi.
La coltivazione principale però era quella dei cereali: grano, farro, orzo, sui quali si basava l'alimentazione di uomini e cavalli. Mentre l'antico nutrimento romano era il farro, in età repubblicana e soprattutto imperiale si spostò sul frumento, molto più nutriente e salutare.
Nel dettaglio delle tipologie colturali, prevalgono le foraggere permanenti e pascoli (40%), le foraggere temporanee (25%), i cereali e l'olivo (11%), ortive in piena aria (3%), i vigneti (3%) e la frutta in guscio (3%).
Nelle colline Sabine prevale la produzione di olio DOC; mentre nella Ciociaria e Fusinate prevalgono le colture di vigneti. Il frumento costituisce la coltura fondamentale sia per produzione che per estensione. Caratteristica nei Colli Laziali è la coltivazione di vino. In aumento la frutticoltura.
Assieme all'olivicoltura, l'attività agricola da sempre caratteristica del Lazio è l'allevamento ovino da cui provengono tre prodotti tipici del Lazio che si fregiano del riconoscimento DOP: la Ricotta Romana DOP, il Pecorino Romano DOP (quest'ultimo prodotto in tutta la regione e soprattutto in Sardegna dove la sua ...