In filologia, un errore congiuntivo (o errore di congiunzione) è un errore comune presente in due o più testimoni (manoscritti o stampe) di un testo che, per la sua natura, è estremamente improbabile sia stato commesso indipendentemente dai diversi copisti. Questa tipologia di errore, fondamentale nel Metodo di Lachmann, serve a dimostrare la parentela tra i manoscritti, provando che derivano da un antenato comune (archetipo) che conteneva già tale errore.
Un errore congiuntivo è come un frammento di DNA ereditato da un progenitore, che si trasmette a tutti i 'discendenti'. tra i testimoni. Un errore separativo, presente in A e non in B, implica che questo secondo non dipende dal primo, perché il copista non può aver corretto l'errore per congettura .
L'errore più grave nell'uso del congiuntivo riguarda i verbi irregolari come “andare”, “fare”, “stare” e “dare”. Poiché terminano in -are, si tende erroneamente a coniugarli come i verbi regolari della prima coniugazione, risultando in forme sbagliate come: “Che io vadi”, “che io facci”, “che io dassi”.
In filologia, l'errore è una deviazione dalla lezione dell'originale di un'opera. Si distinguono l'errore d'autore (da segnalare e conservare) e l'errore di tradizione (da correggere tramite la recensio o la emendatio).
Che differenza c'è tra errori ortografici e grammaticali?
È un intervento del cosiddetto correttore “grammaticale”: quello ortografico sottolinea in rosso le parole sbagliate, mentre quello grammaticale segnala una varietà di altri “errori”, dal doppio spazio fra due parole alla presenza di un articolo singolare prima di un nome plurale e così via.