Domanda di: Dr. Teseo Rinaldi | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026 Valutazione: 4.1/5
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Il Modello Organizzativo 231 (basato sul D.Lgs. 231/2001) è un insieme di regole, procedure e protocolli che le aziende italiane adottano per prevenire la commissione di reati, evitando così responsabilità penali e sanzioni amministrative per l'ente. Non è obbligatorio, ma fortemente consigliato per limitare la responsabilità aziendale.
Il Modello 231 non è obbligatorio per legge per tutte le aziende, ma è fortemente consigliato e diventa "de facto" obbligatorio per enti pubblici, società partecipate pubbliche e aziende che vogliono partecipare a gare pubbliche o operare in settori sensibili (sanità, finanza, energetico, ecc.) per evitare gravi responsabilità amministrative e sanzioni in caso di reati presupposto commessi al loro interno. In sostanza, tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dovrebbero valutare l'adozione per prevenire rischi legali ed economici, ma per alcune realtà diventa un requisito di accesso al mercato.
Il modello organizzativo 231, che prende il nome dal Decreto Legislativo 231 entrato in vigore nel 2001, consiste in un insieme di regolamenti e procedure che indicano come le aziende devono essere strutturate e come devono essere gestiti i relativi processi interni.
Questi includono, corruzione, frode, riciclaggio di denaro, reati informatici, reati ambientali, reati contro la sicurezza sul lavoro, reati tributari, e altri reati contro la Pubblica Amministrazione.
L'obiettivo principale della legge 231 è quello di incentivare le imprese a dotarsi di modelli organizzativi e sistemi di controllo idonei a prevenire la commissione di reati. In questo modo, la legge mira a: -Promuovere una cultura aziendale orientata alla legalità e all'etica.