Il condizionale di cortesia è l'uso del modo condizionale (presente) per formulare richieste, desideri o consigli in modo più gentile, diplomatico e meno diretto rispetto all'indicativo. Attenua l'imposizione, lasciando libertà all'interlocutore (es: "Vorrei un caffè" invece di "Voglio un caffè", o "Mi passeresti il sale?").
Come si usa il condizionale come forma di cortesia?
Il condizionale, infatti, è il modo verbale della gentilezza. È la forma che dobbiamo adoperare quando vogliamo chiedere qualcosa in modo cortese, senza obbligare l'altra persona a fare quello che diciamo noi. Sentiamo: SALIF: Scusa, mi passeresti quella scatola lì? KARIM: Salif, mi insegneresti a prepararlo?
Modo c. (o assol. condizionale s. m.), modo del verbo italiano, e di altri sistemi verbali, il quale indica soprattutto il desiderio o la possibilità che un fatto si compia in dipendenza dell'avveramento di certe condizioni (al presente: «verrei se potessi»; al passato: «sarei venuto se avessi potuto»).
Le formule di cortesia in italiano includono i saluti (Buongiorno, Arrivederci, Ciao), espressioni per le richieste (Per favore, Per cortesia, Vorrei) e le formule di chiusura (Cordiali saluti, Distinti saluti, La ringrazio), basate sull'uso del pronome formale "Lei" (verbi alla terza persona singolare) per mostrare rispetto in contesti formali, a differenza del "tu" informale.
Il condizionale è un modo finito del verbo, che ha due tempi: il presente (detto anche condizionale semplice) e il passato (o condizionale composto). Presente: Cosa non farei per te! Passato: L'avresti detto che era così antipatico?