Che cos'è il plusvalore per Marx?

Domanda di: Furio Lombardo  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Nella terminologia marxista, la differenza tra il valore del prodotto del lavoro e la remunerazione sufficiente al mantenimento della forza-lavoro, differenza di cui in un regime capitalistico si approprierebbero gli imprenditori-capitalisti.

Qual è secondo Marx l'origine del plusvalore?

Il plusvalore deriva dall'operaio: l'operaio infatti vende al capitalista la sua forza-lavoro come fosse una merce. Ma l'operaio produce con il proprio lavoro un valore maggiore di quello che gli viene pagato nel salario, quindi il plusvalore è il lavoro che l'operaio offre gratuitamente al capitalista.

Come si calcola il plusvalore Marx?

Il "saggio di profitto" è così definito dalla formula: s = Pv / (c + v) in cui Pv è appunto il "plusvalore". La caduta tendenziale di questo saggio è dovuta - in seguito allo sviluppo tecnologico - alla crescita esponenziale di "c" ed è per il filosofo tedesco una delle contraddizioni intrinseche del capitalismo.

Che cosa sono il plusvalore è il pluslavoro?

Il datore di lavoro paga per tale lavoro una retribuzione di sussistenza pari a 30 euro. La differenza di 40 euro rappresenta il plusvalore. La differenza tra il tempo di lavoro prestato dal lavoratore e quello necessario a produrre il salario di sussistenza prende il nome di pluslavoro.

Come si crea il plusvalore?

Il presupposto per la produzione del plusvalore è la trasformazione della forza lavoro in merce. Non possedendo i mezzi di produzione, i lavoratori sono costretti a vendere la loro forza lavoro al capitalista secondo il suo valore e in cambio di denaro, come se si trattasse di una merce.

Karl Marx #4: il sistema capitalistico e la merce, pluslavoro e plusvalore