La discriminazione indiretta sul lavoro avviene quando una regola, prassi o criterio apparentemente neutri mettono svantaggiati specifici gruppi (es. donne, persone con disabilità) senza una giustificazione oggettiva, come un requisito di altezza minima in un concorso che penalizza le donne, o una richiesta di flessibilità oraria che svantaggia le madri, anche senza intento discriminatorio, basandosi sull'effetto concreto e sulla mancanza di accomodamenti ragionevoli.
Che cos'è la discriminazione indiretta sul posto di lavoro?
Si configura una discriminazione indiretta, ad esempio, quando per un determinato impiego si cercano sia donne che uomini, ma poi si richiede una flessibilità che per esempio le madri non riescono a garantire a causa dei propri impegni familiari.
La discriminazione indiretta si verifica quando una legge, una politica o un programma, pur non sembrando discriminatorio, produce comunque un effetto discriminatorio una volta applicato.
Qual è la differenza tra discriminazione diretta e indiretta?
In particolare, si è in presenza di discriminazione diretta quando, per ragioni legate al sesso, un lavoratore subisce un pregiudizio o viene trattato in modo meno favorevole rispetto ad un altro che si trovi in una situazione analoga; la discriminazione indiretta viene, invece, integrata ogni qualvolta sia adottato un ...
La discriminazione sul lavoro si verifica quando, attraverso una serie di comportamenti, decisioni o azioni, un lavoratore riceve dal proprio datore di lavoro un trattamento meno favorevole e per nulla vantaggioso rispetto agli altri dipendenti.