Che cos'è la felicità per gli stoici?

Domanda di: Ivano Bianchi  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Secondo gli stoici essere felici significa sapersi controllare, cioè sentire che è il nostro intelletto che domina, che decide, e non le nostre passioni. È bene perciò saper rinunciare a una nostra passione per fare la cosa più giusta.

Cosa pensavano gli stoici?

Gli stoici sostenevano le virtù dell'autocontrollo e del distacco dalle cose terrene, portate all'estremo nell'ideale dell'atarassia, come mezzi per raggiungere l'integrità morale e intellettuale. Nell'ideale stoico è il dominio sulle passioni o apatìa che permette allo spirito il raggiungimento della saggezza.

Cos'è la virtù per gli stoici?

L'etica degli stoici è conseguente alla concezione fisica determinista: la virtù consiste nel vivere secondo natura e secondo ragione, due cose che coincidono dal momento che l'ordine naturale, divino, è intrinsecamente razionale e l'uomo può partecipare con la sua razionalità alla razionalità divina.

Cosa vuol dire vivere secondo natura per gli stoici?

Per vivere secondo natura, l'uomo deve vivere secondo ragione evitando le passioni e le emozioni, che sono degli stravolgimenti innaturali, sono nemici del logos, sono da reprimere in maniera seria e con mente fredda. Il saggio stoico deve essere quindi apatico, per poter essere felice.

Cos'è il male per gli stoici?

Gli stoici non negano l'esistenza del male, ma lo considerano il complemento necessario del bene: come non si capirebbe che cosa è la luce se non vi fosse anche l'ombra, così non si capirebbe che cosa è il bene se non vi fosse anche il male.

1. Lo stoicismo (felicità, virtù e scienza)