Che cos'è la legge dell'enclisi?

Domanda di: Edvige Silvestri  |  Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2026
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La legge dell'enclisi descrive il fenomeno linguistico per cui una parola atona (priva di accento proprio, come pronomi o particelle) si appoggia foneticamente e graficamente alla parola precedente. In latino, comporta lo spostamento dell'accento sull'ultima sillaba della parola d'appoggio, mentre in italiano moderno riguarda principalmente i pronomi uniti a verbi all'infinito, gerundio, participio o imperativo (es. parlami).

Cos'è l'enclitica in latino?

Si chiamano enclitiche le parole (soprattutto ➔ monosillabi) che, non possedendo accento proprio, si 'appoggiano' prosodicamente alla parola precedente, formando con essa un'unità accentuale (a volte anche grafica) a livello di frase (il gr. klínō significa infatti «poggiare, flettersi»).

Cosa significa "Accento D Enclisi"?

Fenomeno per cui una parola, priva di accento proprio, si appoggia a quella precedente in modo da formare con essa un'unità fonetica e spesso anche grafica (per es., parlami, salvalo ecc.). La parola atona, che è per lo più monosillaba ma può essere anche bisillaba, si dice enclitica e viene posposta.

Quali sono i pronomi enclitici in italiano?

Le enclitiche si legano sempre al verbo semplice all'imperativo, all'infinito, al participio, al gerundio (Rispondimi!; Rivederla ancora una volta!; La lettera pervenutaci ieri; Dicendomi;), nonché all'avverbio ecco (eccoti, eccoli).

Cosa sono le parole enclitiche e proclitiche?

Le forme atone o deboli (mi, ti, lo, gli, si, la, ci, loro ...), dette così perché non hanno un accento proprio e per la pronuncia si appoggiano sempre al verbo che le precede (enclitiche) o che le segue (proclitiche): Verrà a trovarci (enclitica): Ti dico di sì (proclitica).

L'accento di énclisi: come si pronunciano le parole enclitiche in latino? - Pillole di Latino