Domanda di: Ing. Miriam Monti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Foscolo e i suoi contemporanei vedono la morte come un momento di verità per l'uomo, che si trova davanti a se stesso, alla sua dimensione intima, alle sue passioni e al suo io interiore. La profondità dell'animo del poeta è esplicitata nel sonetto Alla Sera, il primo dei sonetti del canzoniere Le Poesie.
Foscolo spera di poter avere la sua tomba nella sua patria come segno di appartenenza a una comunità nazionale: nonostante il poeta muoia a Londra, la sua tomba è stata portata nella chiesa di Santa Croce a Firenze.
Quali riflessioni di Foscolo sulla propria vita è sulla morte?
Il sonetto è una riflessione sulla morte, riflessione ispirata dall'immagine della giornata che volge al termine. Così come la sera scende ora dolce e serena, ora tenebrosa e inquieta, così la morte rappresenta un porto di quiete nel quale si placano gli affanni della vita.
Nel sonetto “Alla sera”, la morte viene descritta da Foscolo con due perifrasi “fatal quiete” , “nulla eterno”, dunque come annullamento assoluto e definitivo dell'uomo. La morte, quindi, non ha nessuna connotazione religiosa, ma ribadisce la concezione dell'esistenza assolutamente materialistica del poeta.
Cosa hanno in comune la sera e la morte nella visione di Foscolo?
La sera rappresenta la morte. L'uomo può porre fine alle sofferenze della vita solo con la morte, chiude gli occhi alla mestizia e alle sofferenze. Solo in questo modo l'uomo può avviarsi verso il riposo. La sera viene definita “fatal quiete”, la quiete portata dal fato, ovvero la morte.