Che cos'è la poesia alessandrina?

Domanda di: Dr. Emilia Neri  |  Ultimo aggiornamento: 22 febbraio 2026
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La poesia alessandrina (o ellenistica) è una raffinata forma di poesia greca sviluppatasi tra il IV e il I sec. a.C., principalmente ad Alessandria d'Egitto, caratterizzata da erudizione, brevità (brevitas), e una metrica curata, preferendo forme brevi come idilli, epilli ed epigrammi rispetto alla grande epica. Il suo stile è colto, rivolto a un pubblico di dotti, con Callimaco, Teocrito e Apollonio Rodio come massimi esponenti, influenzando notevolmente i poetae novi romani.

Cosa si intende per poesia alessandrina?

Enciclopedia on line. Maniera d'arte elaborata, dotta, raffinata, propria della letteratura e della poesia greca (Callimaco, Teocrito ecc.) nel periodo detto alessandrino o ellenistico (4°-1° sec. a.C. ➔ ellenismo).

Che cos'è un verso alessandrino?

L'alessandrino o martelliano è un verso composto da due emistichi di almeno sei sillabe ciascuno, nei quali la sesta sillaba è accentata. Può coincidere o meno con un dodecasillabo. Nella metrica francese e occitana, l'alessandrino è un verso composto da un doppio esasillabo (hexasyllabe).

Chi sono i poeti alessandrini?

Callimaco, Teocrito e Apollonio di Rodi sono tra i poeti maggiori. Per quanto concerne la retorica, il loro ideale è la semplicità degli antichi oratori attici. A Roma l'influenza della poesia alessandrina incomincia con i neoteroi (I secolo a.C.), dei quali il principale esponente è il poeta Catullo.

Perché si chiamano versi alessandrini?

In particolare è composto da due parti, ciascuna di sei sillabe. Prende questo nome perché è usato per la prima volta nel Roman d'Alexandre, un fantasioso poema medievale (se non una serie di poemi) su Alessandro Magno.

Alessandro Anil - Che cos'è la poesia