Che cos'è l'imperfetto di cortesia?

Domanda di: Dott. Jack Ferrari  |  Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2026
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L'imperfetto di cortesia (o di modestia/desiderativo) è l'uso dell'indicativo imperfetto per attenuare richieste, intenzioni o affermazioni nel presente, rendendole più gentili, formali o meno dirette. Non si riferisce al passato, ma smorza il tono per lasciare libertà all'interlocutore. Esempi comuni includono: "Volevo un gelato" (invece di voglio), "Venivo a controllare" o "Chiedevo un'informazione".

Cos'è l'imperfetto di cortesia?

Imperfetto di modestia o di cortesia

Si parla in questo caso di imperfetto di modestia (o desiderativo, o ancora imperfetto di cortesia): Volevo ancora dire qualcosa (al posto di voglio o vorrei) Venivo a controllare come stai (al posto di vengo o sono venuto).

Come si forma l'imperfetto?

L'imperfetto si forma togliendo la desinenza dell'infinito (-are, -ere, -ire) e aggiungendo le desinenze specifiche con la "v": -avo, -avi, -ava, -avamo, -avate, -avano (per i -are), -evo, -evi, -eva, -evamo, -evate, -evano (per i -ere), -ivo, -ivi, -iva, -ivamo, -ivate, -ivano (per i -ire). I verbi irregolari più importanti sono essere (io ero, tu eri, ecc.) e fare, dire, bere, che seguono una coniugazione particolare (io facevo, tu facevi, ecc.).

Che cosa è l'imperfetto?

L'imperfetto esprime la durata o la ripetizione nel passato e, in più, è generalmente utilizzato per descrivere oggetti, persone, oppure uno stato di cose, un sentimento, una condizione, ecc. nel passato. È particolarmente frequente all'inizio dei racconti, cronache giornalistiche, favole, ecc.

Che cos'è il condizionale di cortesia?

Per esprimere una richiesta in modo gentile o un ordine in modo cortese, si usa il condizionale. Molto spesso si usano i verbi volere e potere: Vorrei un gelato al cioccolato.

"Volevo..." - Uso dell'imperfetto indicativo italiano per richieste - imperfetto di cortesia.