Guido Anselmi, un affermato regista di quarantatré anni, sta elaborando il suo prossimo film. Egli si trova a trascorrere un periodo di riposo in una stazione di cure termali (il set reale fu ambientato nel Lazio, principalmente a Roma, ma si riferisce a Chianciano Terme, luogo che Fellini era solito frequentare).
Asa-Nisi-Masa è una delle sequenze più famose del cinema felliniano; forse non vuol dire niente o, forse, isolando le prime sillabe di ogni parola, Asa-Nisi-Masa vuol dire A-Ni-Ma, una parte del centro di tutta la teoria junghiana.
Secondo l'interpretazione più diffusa, per quanto mai confermata dallo stesso regista, “Asa nisi masa” significa “Anima” nell'alfabeto serpentino, ovvero ripetendo la lettera, o il gruppo di lettere, ma con l'aggiunta di una “s”: A-sa-NI-si-MA-sa.
Amarcord sarebbe allora una pellicola sull'innato provincialismo del popolo italiano, sulla sua irrisolvibile immaturità e sul suo bisogno di deresponsabilizzarsi affidandosi a figure forti di riferimento, idoli di cartapesta, per poter continuare a vivere in una patologica sospensione fra le meschinità di una vita ...