Che differenza c'è in Kant tra fenomeno e noumeno?
Domanda di: Dr. Thea Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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il fenomeno é una cosa che concerne alla esperienza e al azione di analizzare il valore sensibile, il noumeno é la cosa in sé senza valore empirico, il noumeno è una cosa che può derivare dal intelletto ma non é reale, il fenomeno è la cosa in sé che ha valore concreto sensibile nella realtà.
In Kant esso significa ciò che è oggetto di esperienza possibile, ossia ciò che è percepito nello spazio e nel tempo, forme a priori della sensibilità, e determinato dalle categorie o concetti a priori dell'intelletto.
Schopenhauer ha come punto di partenza la filosofia critica di Kant, al quale riconosce la distinzione tra fenomeno e noumeno, che mutua nel suo pensiero, pur apportandone dovute rivisitazioni. Per Schopenhauer, infatti, il fenomeno è parvenza, illusione, sogno, quello che viene definito dal filosofo il Velo di Maya.
Nella filosofia di Platone, il noumeno (AFI: /noˈumeno/; dal greco νοούμενον, nooúmenon, participio presente medio-passivo di νοέω, "io penso, pondero, considero") rappresenta una specie intelligibile o idea e indica tutto ciò che non può essere percepito nel mondo tangibile, ma a cui si può arrivare solo tramite il ...
Kant introduce quindi il concetto di “noumeno” (dal greco noùmenon, “cosa in sé”). Esso è il modo in cui il pensiero cerca di rappresentare ciò che va oltre la sua capacità di conoscere, è quindi un concetto-limite, che risiede nella mente umana, è un'idea della ragione (ambito della metafisica).