Che differenza c'è tra autismo e sindrome di Asperger?
Domanda di: Dr. Karim Greco | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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Fu descritto per la prima volta nel 1944 da Hans Asperger e successivamente da Wing che nel 1981 pubblicò una serie di casi. Questo disturbo si differenzia dall'autismo per uno sviluppo cognitivo e del linguaggio nella norma, ma presenta lo stesso genere di compromissione dell'interazione sociale.
Le persone con Sindrome di Asperger presentano gravi difficoltà nell'interagire con gli altri e nel socializzare - presenza di interessi ristretti e comportamenti ripetitivi e stereotipati. Questa sindrome è caratterizzata da uno sviluppo cognitivo e linguistico adeguato all'età.
La sindrome di Asperger è considerata da molti studiosi come una forma di autismo più lieve (o, come si dice in gergo, “ad elevato funzionamento”), poiché i bambini con questo tipo di disturbo si comportano in modo ripetitivo, schematico e si relazionano poco con gli altri coetanei; proprio come i bambini autistici.
Spesso le persone Asperger affermano di ragionare come un computer (Temple Grandin dice che se pensa ad un argomento qualsiasi, le scorrono davanti centinaia di immagini che riguardano quel particolare argomento, così come appaiono le immagini in una ricerca fatta su Google).
Con l'introduzione del DSM 5 (2013) si apportano delle modifiche all'inquadramento nosografico di tali disturbi: la sindrome di Asperger, il Disturbo Autistico, Il Disturbo Pervasivo Non Altrimenti Specificato sono inseriti all'interno di un'unica categoria diagnostica definita Disturbi dello Spettro Autistico.