Domanda di: Ing. Elda D'amico | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Quando questo ritardo è maggiore di 0,1 secondo, necessario cioè all'orecchio umano per percepire i due suoni distinti, si parla di eco. Quando le riflessioni dei suoni si mescolano al suono diretto e fra di loro, si parla invece di riverberazione.
L'eco è dovuto alla riflessione delle onde sonore che, urtando un ostacolo posto a più di 17 metri di distanza, tornano indietro. A distanze inferiori si genera il rimbombo.
rivèrbero s. m. [der. di riverberare]. – L'azione, il fatto e il fenomeno di riverberare o di riverberarsi; più spesso, l'effetto, cioè la luce, o il calore, o il suono, riverberati: la stanza era illuminata dal r.
Il riverbero viene ricreato artificialmente per essere applicato durante spettacoli musicali o in studio di registrazione alla voce ed agli strumenti musicali per simulare esecuzioni musicali in spazi ampi o per conferire maggiore profondità ad un suono.
In fisica e acustica l'eco (femminile o raramente maschile al singolare, al plurale solo maschile "echi") è un fenomeno prodotto dalla riflessione di onde sonore contro un ostacolo che vengono a loro volta nuovamente percepite dal ricevitore più o meno immutate e con un certo ritardo rispetto al suono diretto.