Invocazione e protasi sono i due elementi fondamentali che compongono il proemio dei poemi epici classici: l'invocazione è la preghiera rivolta dal poeta alla Musa per ottenere ispirazione, mentre la protasi è la sintetica esposizione dell'argomento e della trama dell'opera.
Nell'epica classica, il proemio è una parte convenzionale di ogni testo, dall'Iliade all'Odissea e fino all'Eneide. In esso si trovano alcuni elementi ricorrenti come l'invocazione alle Muse per ottenerne i favori durante la composizione dell'opera, e la protasi, in cui il poeta riassume per sommi capi la trama.
La parte introduttiva del poema classico consistente in un breve cenno dell'argomento da trattare (proposizione), cui si congiunge o si fa seguire l'invocazione di qualche divinità (per lo più della Musa) per cominciare quindi il racconto dei casi dell'eroe o dei fatti che costituiscono la materia dell'opera.
Un'altra caratteristica fondamentale del proemio è la presenza di un'invocazione o di un richiamo a entità superiori, come le Muse. Nelle opere epiche classiche, l'invocazione alle Muse non è solo un gesto formale, ma rappresenta un atto simbolico di umiltà e rispetto per la tradizione.
Qual è l'invocazione e la protasi del proemio dell'Iliade?
All'invocazione segue la protasi del poema, ossia l'argomento che verrà trattato: l'ira di Achille. La prima parola chiave che incontriamo è “ira” (dal greco ménis) perché è proprio l'ira ad animare i cinquantuno giorni di guerra che costituiscono l'Iliade.