Che differenza c'è tra luminosità vera e luminosità apparente?

Domanda di: Sig.ra Flaviana Pellegrini  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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La luminosità di una stella
dove I è la luminosità apparente (espressa in watt al metro quadrato), L è la luminosità intrinseca (cioè quella “vera”) e viene espressa in watt, r è la distanza in metri che intercorre dal punto di osservazione al corpo luminoso.

Cosa si intende per luminosità apparente?

Lo splendore apparente (anche, con minor precisione, luminosità apparente*), percepito dai nostri occhi, ma anche da una lastra fotografica o da uno strumento di misura, è quindi l'energia luminosa che ci colpisce in ogni unità di tempo. Essa varia in proporzione inversa al quadrato della distanza.

Qual è la differenza tra magnitudine apparente e assoluta?

Storicamente, si è sempre fatto riferimento alla brillantezza percepita dall'occhio umano, quindi si fa solitamente riferimento alla magnitudine apparente, indicata con m. La magnitudine assoluta è invece quella propria della stella (o del corpo celeste in genere), legata alla luminosità, e si indica con M.

Che cos'è la luminosità apparente di un corpo celeste?

La magnitudine apparente (m) di un corpo celeste è una misura della sua luminosità rilevabile da un punto di osservazione, di solito la Terra. Il valore della magnitudine è corretto in modo da ottenere la luminosità che l'oggetto avrebbe se la Terra fosse priva di atmosfera.

Come può essere la luminosità?

abbagliante, che accieca o accecante, viva, forte, fulgida, splendida, sfavillante, sfolgorante, purissima; oppure moderata, debole, tenue, fioca, pallida, languida, scarsa, incerta, ecc.; se l'intensità è regolata dall'uomo, si può avere una l.

2 Luminosità delle stelle