Che differenza c'è tra recesso e risoluzione?

Domanda di: Dr. Gavino Conte  |  Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2023
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Il recesso, come abbiamo visto, consente alla parte adempiente di sciogliersi dal contratto trattenendo (o ricevendo il doppio) della caparra versata, forfettizzando in tal modo il danno subito. La risoluzione, invece, permette di sciogliersi dal contratto e di chiedere il risarcimento del danno effettivamente subito.

Cosa vuol dire un recesso?

Che cosa significa "Recesso"? È l'atto con cui una parte si scioglie dal vincolo di un contratto. Si tratta di una facoltà che, per essere esercitata, deve essere concordata dalle parti o prevista dalla legge: si parla quindi propriamente di un diritto potestativo e non di una mera facoltà di rinunzia.

Cosa vuol dire recesso da un contratto?

Il recesso è una manifestazione unilaterale di volontà, recettizia, diretta allo scopo di far venire meno unilateralmente gli effetti di un contratto dal momento del suo perfezionamento. L'istituto è generalmente applicabile ai contratti di durata (locazione, affitto, rapporti di lavoro ecc.).

Quando si parla di recesso?

Quando per una serie di ragioni non si vuole procedere ulteriormente con un contratto di acquisto di un bene o di un servizio si parla di disdetta o recesso.

Quanti tipi di recesso ci sono?

Il recesso può essere convenzionale o legale. Il recesso legale si ha in tutti i casi in cui la legge lo prevede espressamente (ad esempio all'articolo 1537), la quale, impropriamente, usa spesso il termine “revoca”, oppure l'articolo 1385 (v. Cass. 7762/2013).

Rescissione, risoluzione, recesso: facciamo chiarezza | Studiare Diritto Facile