Non esistono diagnosi psichiatriche ufficiali o contemporanee che certifichino specifici disturbi mentali per Benito Mussolini. Gli storici tendono a descrivere la sua personalità attraverso tratti narcisistici, paranoici e una progressiva perdita di contatto con la realtà, esacerbata dal potere, piuttosto che con una patologia clinica definita.
Portato alle simpatie e alle antipatie improvvise, pronto a sacrificarsi per gli amici, è tenace nelle inimicizie e negli odi. È coraggioso e audace; ha qualità organizzative, è capace di pronte decisioni, ma non è altrettanto capace nelle sue convinzioni e posizioni.
la storia: il Duce, Churchill & C. , barbiturici, ritalin, benzedrine, oppiacei (come il Fentanyl, tornato di moda), codeina, metadone, alcol, co- caina, Lsd, hashish. E vitami- ne. Il dottore gli faceva le inie- zioni sul collo, ogni 6 ore.
Le ultime parole pubbliche di Benito Mussolini furono pronunciate il 22 aprile 1945, durante un discorso agli ufficiali della Guardia Repubblicana a Como: «Se la Patria è perduta, è inutile vivere». Questa frase riassumeva il suo disperato sentimento di sconfitta, poco prima della sua cattura e fucilazione, avvenute il 28 aprile 1945.
Mussolini tentò concretamente di eliminare la pasta dalla dieta italiana, sostenendo che rendesse il popolo “pesante” e poco combattivo. Dietro la scelta c'era anche un motivo economico: la pasta secca richiedeva grano importato ed era vista come un prodotto “americano”.