Giacomo Leopardi soffriva principalmente di problemi fisici cronici, tra cui una grave scoliosi/spondilite anchilopoietica giovanile, che causava dolore, problemi respiratori e cardiaci, e una marcata debolezza. A ciò si aggiunsero disturbi agli occhi e disturbi gastrointestinali, fattori che, combinati con l'eccessivo studio e l'isolamento, contribuirono al suo pessimismo e alla sua fragilità fisica e psicologica, spesso interpretati erroneamente come semplice depressione clinica.
Non era malato di tubercolosi ossea, non è morto a causa del colera: Giacomo Leopardi era affetto dauna rarissima malattia genetica, la spondilite, artrite degenerativa.
Secondo il medico, direttore del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale San Gerardo-Università Bicocca di Monza, il poeta sarebbe stato affetto da spondilite anchilopoietica giovanile, una rara malattia che si palesa dopo il sedicesimo anno di età.
Aveva sempre la tabacchiera a portata di mano e sta- baccava in maniera compulsiva soprattutto quando vole- va sottolineare qualche suo risentimento, tirando la presa di tabacco “facendo un certo rumore affettato nel fiutarla”.
In realtà Giacomo Leopardi non era niente di tutto ciò, era affetto da diverse malattie, tra le quali una forte ed invalidante scoliosi, vedeva poco e male e si dice avesse problemi all'intestino; si tratta di patologie croniche che, probabilmente lo condussero ad una morte precoce.