Domanda di: Dr. Mattia Orlando | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Carattere di ciò che è vero, conformità o coerenza a principi dati o a una realtà obiettiva, e, in partic., ciò che è vero in senso assoluto. Nella storia della filosofia il concetto di v. è stato concepito in almeno due diverse prospettive, l'una ontologica, l'altra strettamente connessa al discorso umano.
La risposta più antica e più diffusa alla prima domanda è quella che definisce la verità come corrispondenza tra il discorso e le cose, tra il pensiero e la realtà. Vero, secondo Platone, è il discorso che ci dice le cose come sono; falso quello che ci dice le cose come non sono.
Gesù rispose: «Tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è per la verità ascolta la mia voce». Dicit ei Pilatus: “ Quid est veritas? ”.
Il prefetto della Giudea a questo punto gli chiede: «Che cos'è la verità?» (Gv18,38). Non è una domanda, non è come sembra e non si tratta di un semplice interrogativo. È piuttosto un modo astuto per eludere la questione posta dal Signore. Pilato vuole fuggire dalla verità perché la teme.
Ciò che chiamiamo verità assoluta indica una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in maniera completa, incondizionata e assoluta. Ciò che chiamiamo verità relativa è dunque una conoscenza il cui contenuto riflette la realtà oggettiva in modo approssimativo, incompleto e relativo.