Che eri tu o che fossi tu?

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Eri rappresenta la scelta più marcata in senso colloquiale-informale: si tratta di un imperfetto epistemico, che instaura una serie di relazioni nascoste tra il pensato e la realtà: non sapevo, prima, che tu non fossi spagnolo, pensavo che tu fossi italiano, invece…

Che io fossi quando si usa?

1) Viene di solito usato nella frase secondaria introdotta da forme verbali all'indicativo (soprattutto forme del passato) di verbi che esprimono una sorta di insicurezza come credere, pensare, sperare, supporre, volere: Credevo che il treno arrivasse sul secondo binario. Avete pensato che io fossi scemo?

Dove eri o dove fossi?

Vanno bene entrambe le soluzioni. Il costrutto di domanda della reggente (chiamare per sapere) seleziona per l'interrogativa indiretta sia l'indicativo (eri), sia il congiuntivo (fossi). Si tratta di una scelta stilistica.

Come si dice se tu fossi?

Anche in questo caso, infatti, la formula “se sarei” è totalmente scorretta soltanto se si trova all'interno di un periodo ipotetico (nello specifico, dell'irrealtà o della possibilità), poiché in quei contesti l'unica forma corretta è “se fossi”, con il congiuntivo.

Come si dice vorrei che sia o vorrei che fosse?

Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi".

Claudio Baglioni - E tu (con testo)

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Che io fossi o che io sia?

"Io fossi" è usato per il passato: eg Speravo che io fossi riuscito a passare l'esame. ma è anche usato per periodi ipotetici dell'irrealtà: eg Se io fossi in te, risponderei al telefono. "Io sia" è usato per azioni presenti: eg Spero che io ti sia di aiuto.

Quando si usa il futuro e quando il congiuntivo?

Se l'azione della subordinata è contemporanea rispetto a quella della reggente si usa il congiuntivo presente. Se l'azione della subordinata è posteriore rispetto a quella della reggente si usa l'indicativo futuro semplice o la perifrastica con il congiuntivo presente.

Quando si può dire se io avrei?

Quando invece la particella “se” non ha valore ipotetico permette l'uso di “se avrei”. Pensiamo per esempio alle proposizioni dubitative o alle interrogative indirette: ESEMPIO: Chissà se avrei potuto rivederla di nuovo. ESEMPIO: Prima di uscire di casa mi ha chiesto se avrei fatto tardi.

Come si dice se avesse o se avrebbe?

Sono entrambe corrette. La seconda rappresenta l'evento dell'avere notizie come futuro (rispetto a un punto di riferimento passato); la prima lo rappresenta come ipotetico: il congiuntivo, infatti, configura la proposizione temporale introdotta da quando come temporale-ipotetica.

Che cosa significa fossi?

– 1. a. Fossa naturale o artificiale, che si estende in lunghezza e serve per lo scorrimento delle acque, nei campi, lungo strade di campagna, in terreni montani, o è scavata per la macerazione della canapa o per altri scopi: f.

Che c'eri o che ci fossi?

Eri rappresenta la scelta più marcata in senso colloquiale-informale: si tratta di un imperfetto epistemico, che instaura una serie di relazioni nascoste tra il pensato e la realtà: non sapevo, prima, che tu non fossi spagnolo, pensavo che tu fossi italiano, invece…

Che tu fossi stato verbo?

CONGIUNTIVO TRAPASSATO

CHE IO FOSSI STATO CHE TU FOSSI STATO CHE EGLI FOSSE STATO CHE NOI FOSSIMO STATI CHE VOI FOSTE STATI CHE ESSI FOSSERO STATI DAI UN'OCCHIATA AL MODO INDICATIVO DEL VERBO ESSERE E CONTINUA AD IMPARARE CON FOCUS JUNIOR!

Quando si usa il congiuntivo dopo il Che?

Era sicuro che avesse fatto in tempo a prendere il treno. Era sicuro che aveva fatto in tempo a prendere il treno. Se questi stessi nomi e aggettivi si trovano in frasi negative (e quindi esprimono non certezza ma, al contrario, dubbio e incertezza), allora richiedono che + il congiuntivo.

Quando si usa il congiuntivo?

Il congiuntivo viene utilizzato in frasi che dipendono da un'altra, in particolare dopo verbi o espressioni che indicano: Opinioni personali o situazioni incerte, per esempio con verbi come pensare, credere, immaginare, ritenere, essere sicuro/certo, avere l'impressione, supporre, dubitare, sembrare, parere.

Che avrei potuto o che avessi potuto?

Così, "avessi potuto" si chiama "congiuntivo trapassato", mentre "avrei potuto" si chiama "condizionale passato". Orbene, il congiuntivo trapassato risolve (ha la funzione di)il "futuro anteriore nel passato", mentre il condizionale passato risolve (ha funzione di) "futuro nel passato".

Che ci fosse stato o che ci sarebbe stato?

Nel caso di "sarebbe stata" hai futuro nel passato. Nel caso di "fosse" hai contemporaneità.

Che avesse fatto o che avrebbe fatto?

Sono entrambe corrette. La seconda rappresenta l'evento dell'avere notizie come futuro (rispetto a un punto di riferimento passato); la prima lo rappresenta come ipotetico: il congiuntivo, infatti, configura la proposizione temporale introdotta da quando come temporale-ipotetica.

Come si dice avrebbe avuto o avessi avuto?

Sono entrambe corrette. La seconda rappresenta l'evento dell'avere notizie come futuro (rispetto a un punto di riferimento passato); la prima lo rappresenta come ipotetico: il congiuntivo, infatti, configura la proposizione temporale introdotta da quando come temporale-ipotetica.

Che differenza c'è tra il congiuntivo e il condizionale?

Il congiuntivo si usa per esprimere un'azione che indica un evento non sicuro, ipotetico o irreale a differenza del condizionale che esprime un'azione incerta ma che accadrà molto probabilmente in presenza di una determinata condizione.

Quando si usa se sarebbe?

Se sarebbe possibile non è la protasi di un periodo ipotetico, ma è una proposizione interrogativa indiretta retta da sapere.

Che verbo va dopo spero?

La regola generale è: dopo verbi che esprimono opinione ecc. (credo, penso, spero...) solitamente si ha il congiuntivo, poiché questo è il modo della soggettività: credo che tu sia, penso che lui abbia, spero che voi andiate.

Che venga o che venisse?

A immaginerei che venga, quindi, corrisponde vorrei che venisse. La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.

Che lo faccia o che lo facesse?

La costruzione più opportuna sarà pertanto, in questo caso, quella con il congiuntivo imperfetto nella proposizione subordinata e quindi, nello specifico: "basterebbe che facesse" (il verbo bastare esprime opportunità).

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