I vestiti depositati nei cassonetti gialli vengono raccolti e smistati da cooperative o aziende specializzate. La maggior parte (circa il 60 % 6 0 % - 68 % 6 8 % ) è destinata al riutilizzo tramite rivendita come abiti di seconda mano, spesso in mercati esteri, mentre una parte (circa il 29 % 2 9 % - 35 % 3 5 % ) viene riciclata per ottenere nuove fibre tessili. Solo una piccola percentuale viene smaltita o incenerita.
Cosa succede poi agli indumenti e accessori lasciati negli appositi cassonetti? Il 68% viene destinato ai mercati di seconda mano, il 29% viene riciclato e il 3% viene portato in discarica.
I cassonetti gialli per tessili, abiti usati e accessori non sono più in strada: venivano spesso danneggiati o saccheggiati, creando problemi al servizio e al decoro.
Una parte di questi capi viene rivenduta ai mercatini dell'usato, una parte va ai Paesi in via di sviluppo, ad esempio diversi Stati dell'Africa. Invece i vestiti riciclabili costituiscono circa il 40%, e solo una piccolissima percentuale (attorno al 2%) viene considerata irrecuperabile.
I vestiti donati alla Caritas seguono un percorso duplice: una parte viene distribuita direttamente a persone bisognose tramite i guardaroba solidali, mentre la maggior parte viene venduta a ditte specializzate, che li rivendono (a volte con profitto) o li riciclano, generando fondi per i progetti Caritas come l'accoglienza e il sostegno ai poveri, anche se una piccola percentuale può finire in mercati internazionali o discariche.