Adriano Olivetti è morto improvvisamente il 27 febbraio 1960, a 59 anni, colto da un'emorragia cerebrale (o infarto) su un treno diretto da Milano a Losanna. La sua scomparsa, avvenuta mentre era in piena attività, ha segnato la fine di un'era per l'azienda di Ivrea, portando a cambiamenti negli assetti proprietari. È stato un innovatore visionario, capace di unire industria, cultura e sociale.
Adriano Olivetti (Ivrea, 11 aprile 1901 – Aigle, 27 febbraio 1960). Ingegnere e imprenditore. È stato il presidente dell'Inu, dopo la sua rifondazione su basi democratiche e repubblicane, dal 1950 (dopo il III° Congresso dell'Istituto) al 1960. Figlio di Camillo e Luisa Revel, nasce a Ivrea l'11 aprile del 1901.
Nel 1957 Mario Tchou convinse Adriano Olivetti della necessità di creare in Italia un'azienda per la produzione di componenti elettronici allo stato solido (transistor, diodi).
Nel 1949 Olivetti si convertì al cattolicesimo «per la convinzione della sua superiore teologia». Verso la fine degli anni Quaranta fu per un certo periodo in analisi con Ernst Bernhard.
Nonostante Carlo fosse ancora legato alla cugina Paola Levi Olivetti (sorella di Natalia Ginzburg), in questi anni riuscì a far innamorare di lui sia la Ichino che Linuccia Saba, conosciuta nel 1945 a Firenze.