Per quale somma scatta il pignoramento del conto corrente?

Domanda di: Ruth Bernardi  |  Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2026
Valutazione: 4.9/5 (26 voti)

Il pignoramento del conto corrente ha limiti basati sul "minimo vitale", proteggendo una somma pari al triplo dell'assegno sociale (circa 1.600€ nel 2024/2025) per i conti con accredito di stipendio/pensione. Su queste somme, si può pignorare solo un quinto (o meno per l'Agenzia delle Entrate), mentre le somme eccedenti sono interamente pignorabili. Per i conti senza stipendio/pensione, si può pignorare tutto ciò che supera il minimo vitale.

Quale cifra non può essere pignorata sul conto corrente?

«Il pignoramento del conto corrente può riguardare solo le somme che superano 1.616,04 €, corrispondenti al triplo dell'assegno sociale 2025.» Nel caso di accredito di stipendi o pensioni, valgono regole e limiti specifici per garantire il cosiddetto minimo vitale.

Quando scatta il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento del conto corrente è una misura disciplinata dagli articoli 543 e seguenti del Codice di Procedura Civile. Può essere avviato solo in presenza di un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo non opposto o una sentenza passata in giudicato.

Quali sono i nuovi limiti per il pignoramento del conto corrente nel 2025?

Ad esempio, per l'anno 2025, il limite di pignoramento è stato elevato a 1.603,23 euro, a fronte di un assegno sociale di 534,41 euro. Ciò implica che, su un conto corrente con un saldo di 3.000 euro, la parte pignorabile ammonta a 1.395,77 euro​​​​.

Quanto può restare pignorato un conto corrente?

Un conto corrente pignorato resta bloccato da un minimo di 30 giorni fino a oltre 6 mesi, a seconda del tipo di creditore e della strategia difensiva adottata. Se non intervieni, le somme verranno trattenute e trasferite al creditore.

Pignoramento del conto corrente aziendale: quali sono i limiti