Domanda di: Dr. Monia Rizzi | Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026 Valutazione: 5/5
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I Vandali, popolo germanico protagonista delle invasioni barbariche e del sacco di Roma (455), furono sconfitti dai Bizantini guidati da Belisario tra il 533-534. Dopo la caduta del loro regno nel Nord Africa, i superstiti furono assorbiti, venduti come schiavi, arruolati nell'esercito imperiale (Iustiniani Vandali) o integrati con i locali, scomparendo come entità etnica distinta entro il 536-550.
I Vandali prigionieri furono in parte incorporati nella cavalleria imperiale (Iustiniani Vandali); altri venduti come schiavi: le donne furono date ai soldati romani. Dopo un'ultima sommossa (536), i Vandali scompaiono dalla storia.
Sbarcati ad Agrigento, però i Vandali vennero sconfitti dal generale Ricimero, che, preso il mare incrociò la flotta vandala in Corsica e la sconfisse, sempre nel 456.
Il Regno Vandalico o Regnum Vandalorum et Alanorum venne fondato sotto Genserico (428–477), e regnò in Nord Africa e nel Mediterraneo dal 435 al 534. Se ancora oggi il termine vandalo e vandalismo indica chi distrugge le opere altrui solo per il gusto di demolire una ragione c'è.
Genserico (o Gaiserico o Gianserico; Balaton, 389 – Cartagine, 25 gennaio 477) è stato re dei Vandali e degli Alani (428-477), prima nella penisola iberica e poi in Africa.