Viene considerata clinicamente significativa, e diventa quindi fobia, se l'esposizione al buio causa un estrema reazione di stress e/o la paura genera delle significative limitazioni nella vita di tutti i giorni.
) è una sensazione di angoscia, o forte disagio, che una persona percepisce quando si ritrova in ambienti oscuri. Conosciuto anche come “nictofobia”, questo disturbo fobico è abbastanza comune tra i bambini, mentre è meno diffuso negli adulti.
Perché un bambino ha paura del buio? «Il buio è come una lavagna su cui il bambino “disegna” quello che lo spaventa. In genere, ciò da cui si sente minacciato. Come nei sogni, la minaccia fatica a trovare una forma e il bambino si sente indifeso, sopraffatto, in pericolo» spiega la dott.
La nictofobia, in effetti, può avere una spiegazione e un contenuto diverso da soggetto a soggetto: il buio di per sé è uno stimolo avversivo universalmente condiviso, poiché nasconde all'uomo informazioni riguardanti il proprio ambiente, il che viene letto come indice di pericolo.
Per quanto riguarda l'approccio terapeutico, è possibile un intervento di tipo cognitivo e comportamentale. Dal punto di vista cognitivo, la paura del buio può essere affrontata razionalizzando la reazione fobica. Il trattamento comportamentale consiste, invece, nell'esporre gradualmente la persona alla sua paura.
La paura del buio in situazioni normali si risolve autonomamente quando il bambino ha circa 4 o 5 anni; se vedessimo che il problema persiste anche parecchio dopo questa età, se dovessimo notare che il bambino è davvero molto spaventato (tanto che la paura del buio peggiora significativamente la sua qualità di vita in ...