Che io arrivi o arriva?

Domanda di: Elga Russo  |  Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026
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La forma corretta dopo "che" (congiunzione) per la prima persona singolare ("io") del verbo arrivare è "che io arrivi". Si tratta del presente congiuntivo. "Arriva" è la terza persona singolare dell'indicativo ("lui/lei arriva").

Che arrivi o che arriva?

È una certezza negativa, il che significa che puoi usare l'indicativo perché è un dato di fatto che NON sai quando arriverà. "Credo che arrivi alle 12" deve avere il congiuntivo, quindi "credo che arriva alle 12" sarebbe fastidioso. "Non so a che ora arrivi/arriva" sono entrambi ok.

Come usare il congiuntivo passato?

Il congiuntivo passato si usa normalmente nelle frasi subordinate che descrivono un'azione che precede quella della frase principale. Esempi: Sono felice che tu venga con me. Sono felice che lui sia venuto a trovarci ieri.

Quando va il congiuntivo dopo il che?

Il congiuntivo dopo il "che" si usa principalmente per esprimere opinione, dubbio, desiderio, incertezza, valutazione, possibilità o necessità nella frase subordinata, specialmente dopo verbi come credere, pensare, dubitare, sperare, volere, essere contento/triste, sembrare, etc., introducendo un elemento soggettivo o una supposizione, mentre l'indicativo si usa per fatti certi e oggettivi ("so che"). Si usa anche con alcune congiunzioni subordinanti specifiche (es. benché, affinché, prima che).

Come capire quando mettere il congiuntivo?

Il modo congiuntivo si usa nelle frasi subordinate (dipendenti dalla principale), introdotto da 'che' o da 'se'. Generalmente si usa dopo i verbi che indicano incertezza (es. credere, sperare, desiderare, temere ecc.) o che indicano l'espressione di un'opinione (pensare, immaginare, ritenere ecc.).

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