Domanda di: Ing. Artemide Gentile | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il burro in Italia è generalmente soggetto a un'aliquota IVA ridotta del 4%, in quanto considerato un bene di prima necessità (latticini). Questa aliquota si applica al burro destinato al consumatore finale.
L'IVA ridotta al 4% si applica a beni essenziali come frutta, verdura e cereali. Questi prodotti di prima necessità beneficiano di un'aliquota inferiore per ridurre il costo al consumatore. I formaggi e burro rientrano nel regime del 10%, poiché considerati alimenti base ma non di primissima necessità.
L'Iva al 10% si applica sulla differenza tra l'importo complessivo dell'intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) l'Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. I “beni significativi” sono stati individuati dal decreto 29 dicembre 1999.
Il primo cambiamento da conoscere riguarda le aliquote IVA applicate a beni e servizi sul territorio italiano. Nonostante le ipotesi di aumento circolate negli scorsi anni, il governo ha deciso di mantenere l'aliquota ordinaria al 22% nel 2025.
Quali sono le aliquote IVA per gli alimenti nel 2025?
IVA al 10% per alimenti e bevande
La maggior parte dei ricavi rientra nell'aliquota agevolata del 10%, applicata alla somministrazione di alimenti e bevande analcoliche consumati nel locale.