Domanda di: Sig.ra Vitalba Longo | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Il serial killer, o assassino seriale, è un pluriomicida di natura compulsiva, che uccide persone spesso con tratti comuni quali l'età, il sesso o la professione o con specifiche preferenze verso bambini, donne o uomini, con o senza regolarità temporale e con un modus operandi caratteristico.
Nata nel 1994 su idea del funzionario Gianni De Gennaro, ai tempi direttore della Direzione centrale della polizia criminale, l'unità ha il compito di supportare le strutture investigative e l'autorità giudiziaria nel caso di omicidi particolarmente efferati e/o commessi dai cosiddetti serial killer.
Ma è solo dagli Anni Settanta del Novecento in poi che questo fenomeno diventa evidente, passando da qualche decina di casi all'anno a circa 600 crimini. Le scienze criminologiche e il mondo delle investigazioni iniziano a occuparsene solo a partire dagli Anni Ottanta.
Il serial killer è colui che uccide in almeno tre occasioni con un periodo di "cooling -off", di "raffreddamento" nel mezzo. È sottolineata l'importanza del periodo intermedio, il fatto che ogni evento omicida sia vissuto come emozionalmente distinto e separato. I delitti hanno ciclicità temporale.
Con la parola inglese killer si definisce un assassino, qualcuno che uccide un ltro o altri esseri umani consapevolmente. Il serial killer è un assassino seriale, dunque quando uccide segue una serie, un rito o un ciclo. Uccide solitamente per motivazioni personali, appagamento, piacere e soddisfazione.