Domanda di: Dr. Maika Ricci | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2026 Valutazione: 4.9/5
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Italo Svevo non soffriva di una specifica malattia cronica invalidante, ma era un forte fumatore che frequentava località termali per curare i polmoni, come indicato in Storica National Geographic. È morto il 13 settembre 1928 a seguito di un incidente stradale avvenuto vicino a Motta di Livenza, come riportato da Trentino Cultura e Rai Cultura.
Ma la malattia del fumo si rivela essere in realtà un'altra "malattia della volontà", cioè l'incapacità di Zeno di perseguire un fine, e riflette il senso di vuoto nella sua vita, scaturito dalla impossibilità di affrontare l'esistenza e il mondo.
La presunta malattia di Zeno va considerata una forma paradossale di «grande salute», ovvero un modo di vivere limpido e generoso, orientato verso l'equanimità, verso un relativismo irriverente ed autoironico, senza alcuna concessione a forme di superomismo di impronta ideologico-politica.
Aron Hector Schmitz, vero nome di Italo Svevo, era appassionato di caffè. Al di là del bicchiere di vino che avrà sicuramente bevuto fra le mura domestiche, i suoi biografi lo indicano esclusivamente come un accanito consumatore di caffè.