Domanda di: Dr. Brigitta Ferrara | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Gli oli più indicati per la finitura del legno sono appunto quelli siccativi di origine vegetale, in particolare l'olio di lino, sia cotto che crudo, oppure quello di tung e il paglierino.
L'olio paglierino esiste anche nella colorazione rosso ambrato e d è perciò noto anche come olio rosso. E' piuttosto trasparente e si utilizza per lucidare tutti i manufatti in legno destinati ad uso interno. L'olio paglierino nutre e ravviva le fibre del legno perché vi penetra facilmente.
L'olio paglierino è un olio di colore giallo chiaro, paglierino, di origine vegetale o sintetica, trasparente ed adatto per lucidare e nutrire i mobili, le suppellettili, le perlinature, le porte ed ogni altro serramento purché di legno posto all'interno. Infatti penetra facilmente nelle fibre del legno e le ravviva.
Che differenza c'è tra olio di lino e olio paglierino?
L'olio paglierino, a differenza dell'olio di lino cotto, non è filmogeno (non forma una patina sulle superfici trattate dopo l'essiccazione) ed è quindi ideale nel restauro dei mobili antichi. Penetra nelle fibre del legno ravvivandone le colorazioni e conferendo al legno tonalità calde e piacevoli.
Mettiamo qualche goccia di olio paglierino sulla superficie e lo stendiamo in maniera uniforme. Poi, con il tampone non troppo bagnato di vernice, cominciamo e lavorare la superficie facendo dei movimenti a cerchi e otto. In questo modo passiamo il tampone su tutta la superficie senza “strappare”.