La Tachipirina (paracetamolo) viene smaltita e metabolizzata principalmente dal fegato. Dopo l'assorbimento, questo organo trasforma il principio attivo in sostanze facilmente eliminabili, ma un sovradosaggio può causare danni epatici gravi a causa dell'accumulo di metaboliti tossici.
Quanto ci mette il fegato a smaltire la Tachipirina?
In generale la tossicità di questa sostanza è legata al limitato potere detossificante del GSH; in caso di ingestione eccessiva, il paracetamolo porta necrosi delle cellule epatiche in 3-5 giorni.
Quali sono gli effetti del paracetamolo sul fegato?
Pertanto un singolo sovradosaggio di paracetamolo che provochi tossicità grave non è accidentale. La tossicità si può anche sviluppare se si assumono molte piccole dosi per periodi prolungati. Assorbito in dosi tossiche, il paracetamolo può danneggiare il fegato e causare insufficienza epatica.
Per i dolori mestruali, la Tachipirina 500 mg è il dosaggio più comune per dolori da lievi a moderati, mentre la 1000 mg può essere usata per dolori più intensi, ma sempre rispettando il dosaggio massimo e i tempi di assunzione consigliati (almeno 4-6 ore tra una compressa e l'altra), ed è meglio prenderla ai primi sintomi per un'efficacia ottimale. Se i dolori sono forti, valuta anche opzioni con azione antinfiammatoria (FANS) o spasmolitici, consultando un medico.
Non tutti però sanno che le reazioni avverse da sovradosaggio sono frequenti, proprio perché è un farmaco molto usato, e potenzialmente gravi. In particolare, il paracetamolo può causare gravi danni al fegato, fino ad arrivare, in alcuni casi, al coma e alla morte.