Il si diventa infatti pronome riflessivo reciproco quando è usato nella costruzione dei cosiddetti verbi 'reciproci', nei quali una medesima azione o idea è condivisa e ricambiata tra due o più persone: Anna e Paolo si considerano amici; Marta e Luigi non si sopportano.
Il pronome riflessivo di terza persona ha due forme: 1) quella non accentata "si", che precede il verbo; 2) quella accentata "sé" (o se stesso, se stessa, se stessi, se stesse), che segue il verbo.
La particella SI la usiamo per formare i verbi riflessivi. Esistono diversi tipi di verbi riflessivi e dunque diverse funzioni della particella SI: riflessivo diretto: il SI coincide con il soggetto e svolge la funzione di complemento diretto (oggetto).
se intendi il "sì" con accento che si usa nelle risposte affermative, in analisi grammaticale si definisce avverbio di affermazione. Se invece intendi il "si" (come ad esempio nella frase 'si pensa che...') allora in analisi grammaticale si definisce particella pronominale e in questo caso impersonale.
Il pronome personale soggetto è quello che usiamo per indicare chi parla (pronome di prima persona singolare o plurale: io/noi), chi ascolta (pronome di seconda persona singolare o plurale: tu/voi) o ciò di cui si parla (pronomi di terza persona singolare o plurale: egli/lui/esso, ella/lei/essa, noi, voi, essi/loro, ...