Domanda di: Dr. Cleopatra Giordano | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Il codice nero, considerato successivo al rosso, non identifica uno stato di gravità, ma un soggetto deceduto e non viene quindi generalmente esposto in forma pubblica. I codici colore possono cambiare da una nazione all'altra e all'interno di diversi protocolli di intervento.
CODICE ROSSO: molto critico, pericolo di vita, priorità massima, accesso immediato alle cure. CODICE GIALLO: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, potenziale pericolo di vita, prestazioni non differibili. CODICE VERDE: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili.
CODICE BLU: significa “funzione vitale compromessa” e viene assegnato fuori dal reparto ospedaliero, dal personale di soccorso che sta effettuando operazioni di rianimazione come il BLS (Basic Life Support) o la defibirillazione con defibrillatori automatici (DAE).
Il "codice bianco" è attribuito alle prestazioni sanitarie che non sono risconosciute come "urgenti" dal medico del Pronto Soccorso e pertanto dovrebbero essere risolte dal Medico di Medicina Generale, dal Medico di Continuità Assistenziale e/o presso Poliambulatori sul territorio.
Codice giallo: mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, potenziale pericolo di vita, prestazioni non differibili. Codice verde: poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili. Codice bianco: non critico, pazienti non urgenti.