Domanda di: Sig. Maggiore Vitale | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Il termine Osu
Nel karate giapponese il saluto è spesso accompagnato dalla parola osu o ossu (押忍), scritta comunemente, anche se in modo errato, come "oss" (quantunque la lettura non preveda l'uso dalla "u").
La parola che si pronuncia come saluto di karate è proprio OSS, che in questo caso ricalca la teoria secondo cui è una contrazione di Ohayo gozaimasu – おはようございます。 (che suona all'incirca “Oaio gosaimass”) cioè Buon giorno.
Rei, parola della lingua giapponese, deriva dal termine “reigi” (unione di rei, rispetto, e gi abito), il cui significato è cortesia, educazione, etichetta, e da “keirai” il cui significato è saluto, inchino. La complessità simbolica del saluto è espressa anche nella mimica posturale.
Il capofila annuncia il saluto al maestro: SENSEI NI REI. Si saluta inchinandosi e si pronunciano le parole “Onegai Shimasu” all'inizio della lezione o “Arigatoo gozaimashita” alla fine. Il capofila annuncia il saluto tra gli allievi: OTAGAI NI REI. Gli allievi si inchinano e pronunciano di nuovo le parole di prima.
SENSEI NI REI: Il maestro è rivolto di fronte agli allievi. Si esegue di nuovo la gestualità di prima aggiungendo nel momento dell'inchino OSS! con voce forte come ringraziamento e profondo rispetto per il M°.