Il tetto sul contante è una misura attraverso la quale i governi fissano un limite entro cui è possibile effettuare transazioni con il denaro contante. In Italia il tetto sul contante esiste addirittura dai tempi della lira: nel 1991 infatti la limitazione era di 20 milioni di lire.
Il trasferimento in contanti dovrà essere inferiore alla soglia consentita (quindi per ora 2mila euro fino al 31 dicembre 2022 e poi 5mila euro a partire dal 1° gennaio 2023), oltre la quale è obbligatorio l'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili.
Riduzione del limite del pagamento in contanti da 3.000 a 2.000 euro a luglio del 2020 e a 1.000 euro con decorrenza 1 gennaio 2022 (tornato a 2.000 euro a marzo 2022 e poi aumentato a 5.000 euro con decorrenza 1° gennaio 2023).
La legge di stabilità per il 2016 ha rialzato la soglia a 3.000 euro che poi è nuovamente stata diminuita con il DL 124/2019 (Decreto fiscale) che stabiliva un limite di 2.000 euro a partire da luglio 2020 e di 1.000 a partire dal 1° gennaio 2022.
Tetto al contante, l'Europa lo fissa a 10mila euro
Parliamo di Austria, Germania, Lussemburgo, Olanda, Ungheria, Irlanda, Estonia, Finlandia e Cipro, a cui si può aggiungere la Croazia, dove il tetto è fissato a 15mila euro. Al limite, invece, Repubblica Ceca e Malta, dove la soglia è di 10mila euro.