Che significa tetto al contante?

Domanda di: Trevis D'angelo  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Il tetto sul contante è una misura attraverso la quale i governi fissano un limite entro cui è possibile effettuare transazioni con il denaro contante. In Italia il tetto sul contante esiste addirittura dai tempi della lira: nel 1991 infatti la limitazione era di 20 milioni di lire.

Cosa significa il tetto al contante?

Pagamento in parte cash e in parte tracciabile

Il trasferimento in contanti dovrà essere inferiore alla soglia consentita (quindi per ora 2mila euro fino al 31 dicembre 2022 e poi 5mila euro a partire dal 1° gennaio 2023), oltre la quale è obbligatorio l'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili.

Qual è il tetto per il pagamento in contanti?

Riduzione del limite del pagamento in contanti da 3.000 a 2.000 euro a luglio del 2020 e a 1.000 euro con decorrenza 1 gennaio 2022 (tornato a 2.000 euro a marzo 2022 e poi aumentato a 5.000 euro con decorrenza 1° gennaio 2023).

Qual è il tetto al contante in Italia?

La legge di stabilità per il 2016 ha rialzato la soglia a 3.000 euro che poi è nuovamente stata diminuita con il DL 124/2019 (Decreto fiscale) che stabiliva un limite di 2.000 euro a partire da luglio 2020 e di 1.000 a partire dal 1° gennaio 2022.

Quali paesi hanno il tetto al contante?

Tetto al contante, l'Europa lo fissa a 10mila euro

Parliamo di Austria, Germania, Lussemburgo, Olanda, Ungheria, Irlanda, Estonia, Finlandia e Cipro, a cui si può aggiungere la Croazia, dove il tetto è fissato a 15mila euro. Al limite, invece, Repubblica Ceca e Malta, dove la soglia è di 10mila euro.

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