La legge Vanoni (n. 25/1951) introdusse in Italia nel 1951 l'obbligo della dichiarazione annuale dei redditi per le persone fisiche. Chiamata anche "perequazione tributaria", mirava a modernizzare il fisco, rendendo l'imposta progressiva più efficace e colpendo maggiormente i redditi alti, con aliquote che potevano raggiungere il 50%.
La "legge Vanoni" venne chiamata di perequazione tributaria perché l'obiettivo era quello di creare un ordinamento attraverso il quale ciascuno potesse contribuire alla spesa pubblica secondo le proprie possibilità, in linea con l'idea di giustizia sociale che ispirava la politica fiscale di Vanoni.
Con l'avvento del fascismo fu predisposta una riforma del sistema tributario dal ministro Alberto De Stefani nel 1923, che introdusse l'imposta complementare progressiva sul reddito e una tassa erariale sugli scambi commerciali.
Economia. Pareggiamento, distribuzione più equa. In finanza si parla di p. fiscale o tributaria nel senso di eliminazione delle ingiustizie in campo tributario, si concretino esse in aggravi o in sgravi eccessivi di determinate categorie di contribuenti o di individui singoli.
Il 16 luglio 1951 il ministro delle Finanze Ezio Vanoni annunciò in conferenza stampa che il successivo 10 ottobre sarebbe stato il termine per la presentazione della denuncia dei redditi percepiti nell'anno precedente. Egli dava così attuazione alla Legge n.