Il futuro semplice è una forma verbale del modo indicativo. Indica situazioni ed eventi presenti e futuri che risultano in qualche modo incerti; il futuro viene spesso preferito al presente per indicare eventi futuri quando l'evento è situato a notevole distanza di tempo nell'avvenire: Domani andrò a Parigi.
Il futuro semplice serve per indicare o per parlare di azioni ancora da compiere, soprattutto se molto lontane nel tempo, per esempio: fra qualche anno andrò a vivere all'estero.
La forma affermativa si costruisce con il soggetto seguito da will e dal verbo principale: I/you wil go, he/she/it will go, we/you/they will go (io andrò, tu andrai, egli/ella/esso andrà, noi andremo, voi andrete, essi andranno).
L'indicativo, che compare sia in proposizioni principali sia in proposizioni subordinate (come le oggettive, le dichiarative, le soggettive, le consecutive, le causali e molte altre ancora) si articola così in otto tempi: I tempi semplici sono: presente, imperfetto, passato remoto, futuro semplice.
Si distinguono quattro tempi semplici all'indicativo (➔ presente, ➔ imperfetto, ➔ passato remoto, ➔ futuro), due rispettivamente al ➔ congiuntivo (presente, imperfetto) e al ➔ participio (presente e passato), mentre si trova un solo tempo semplice per ciascuno degli altri modi (➔ condizionale, ➔ imperativo, ➔ infinito ...