Che tu venissi che tempo è?

Domanda di: Elga Romano  |  Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026
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"Che tu venissi" è la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire. Questo tempo si usa solitamente in frasi subordinate per indicare un'azione contemporanea o futura rispetto al tempo principale, spesso legato a desideri, possibilità o condizioni (es. "Speravo che tu venissi", "Se tu venissi, sarei felice").

Qual è il tempo verbale di "venissi"?

Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.

Qual è il congiuntivo passato?

Il congiuntivo passato è un tempo composto italiano che si forma con il congiuntivo presente degli ausiliari "essere" o "avere" più il participio passato del verbo, usato per esprimere un'azione passata, conclusa o dubbia, spesso in dipendenza da una frase principale che esprime dubbio, desiderio o anteriorità. Si usa per indicare un'azione già avvenuta prima di quella espressa nella frase reggente (es. Credo che tu sia stato bravo), o per esprimere possibilità irrealizzate nel passato in frasi ipotetiche (es. Se tu avessi studiato). 

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Come si usa il verbo venire?

2 – VENIRE indica “muoversi nella direzione della persona che parla o della persona con cui si parla. Vieni, è pronto il caffè! La prossima settimana veniamo a trovarti nella tua nuova casa!

CLAUDIO BAGLIONI / ...SE CASOMAI...