Che tu venissi che tempo è?

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"Che tu venissi" è la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire. Questo tempo si usa solitamente in frasi subordinate per indicare un'azione contemporanea o futura rispetto al tempo principale, spesso legato a desideri, possibilità o condizioni (es. "Speravo che tu venissi", "Se tu venissi, sarei felice").

Qual è il tempo verbale di "venissi"?

Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.

Qual è il congiuntivo passato?

Il congiuntivo passato è un tempo composto italiano che si forma con il congiuntivo presente degli ausiliari "essere" o "avere" più il participio passato del verbo, usato per esprimere un'azione passata, conclusa o dubbia, spesso in dipendenza da una frase principale che esprime dubbio, desiderio o anteriorità. Si usa per indicare un'azione già avvenuta prima di quella espressa nella frase reggente (es. Credo che tu sia stato bravo), o per esprimere possibilità irrealizzate nel passato in frasi ipotetiche (es. Se tu avessi studiato). 

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Come si usa il verbo venire?

2 – VENIRE indica “muoversi nella direzione della persona che parla o della persona con cui si parla. Vieni, è pronto il caffè! La prossima settimana veniamo a trovarti nella tua nuova casa!

CLAUDIO BAGLIONI / ...SE CASOMAI...

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Come si coniuga il congiuntivo?

Il congiuntivo si forma prendendo la forma “io” del presente indicativo, togliendo la desinenza (“-o”) e aggiungendo “-i/ -iamo/ -iate/-ino” ai verbi “-are” e aggiungendo “-a/-iamo/-iate/-ano” ai verbi che finiscono in “-ere” e “-ire” e “-rre”.

Come si dice se tu venissi o se tu verresti?

se venissi" Per me ambedue le forme vanno bene, perché esprimono il concetto con diverse sfumature di senso. Ci farebbe piacere, se venissi: senza ombra di dubbio si costruisce così quel tipo di periodo ipotetico.

Che venissi o che venivi?

"Credevo che venissi": "credevo (prima, fino a poco fa) che venissi alla festa (che deve ancora tenersi: ad esempio domani)... invece non verrai". Sì, il condizionale composto esprime il cosiddetto "futuro nel passato", come nell'ultimo esempio.

Quali sono i verbi al congiuntivo presente?

Il congiuntivo presente italiano si forma togliendo la "-o" dalla prima persona singolare dell'indicativo presente e aggiungendo desinenze specifiche: -i per i verbi in -are (es. parlari), -a per quelli in -ere e -ire (es. scriva, parta), mantenendo la prima e terza persona singolare uguali e la prima plurale identica all'indicativo (es. che noi parliamo, che voi parliate, che loro parlino), ed esprime opinioni, dubbi, desideri o incertezza in frasi subordinate, come in "Credo che tu abbia ragione". 

Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Quando si usa il congiuntivo con il che?

IL CONGIUNTIVO IN FRASI SUBORDINATE (quasi sempre introdotto da «CHE» o «SE») Insieme a verbi che esprimono un'opinione (credere, pensare, ritenere, supporre, immaginare, avere l'impressione che…)

Come si coniuga il presente?

Per coniugare il presente in italiano, devi togliere la desinenza (-are, -ere, -ire) dall'infinito e aggiungere le desinenze specifiche per ogni persona (io -o, tu -i, lui/lei -a/-e, noi -iamo, voi -ate/-ete/-ite, loro -ano/-ono/-ono), ricordando che i verbi si dividono in tre coniugazioni (-are, -ere, -ire) con desinenze leggermente diverse, come mostra questa tabella.