Che venissi o che venivi?
Domanda di: Dott. Piersilvio Martino | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023Valutazione: 4.2/5 (33 voti)
L'errore non ha età. Non c'è errore, però, in questa frase, in cui la consecuzione di modi e tempi verbali è correttissima. Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.
Quando non si usa il congiuntivo?
Il Congiuntivo non si usa generalmente quando il soggetto della principale e il soggetto della subordinata sono uguali, infatti si usa l'infinito. Il Congiuntivo può essere sostituito in una frase dal Condizionale senza modificare il significato generale.
Quando si usa il congiuntivo?
Il suo scopo è quello di esprimere un dubbio, un'ipotesi, un'incertezza, una possibilità, un'esortazione. Dunque per capirci, se siete in dubbio o se desiderate comunicare una sfumatura di potenzialità nella vostra frase, il congiuntivo è il modo che dovrete utilizzare.
Quando si usa il congiuntivo presente o imperfetto?
Se, invece, i piani temporali sono identici, in questo caso collocati nella contemporaneità passata, allora nella dipendente andrà usato l'imperfetto congiuntivo: sono rimasto in silenzio (ieri) come se (ieri, nello stesso momento) volessi nascondere la mia ansia.
Che poteva o che potesse?
Se vogliamo mantenere il senso della contemporaneità nel passato, possiamo ricorrere sia alla frase-base Chiese a sua madre se poteva andare in Calabria (corretta, perfetta in usi meno formali), sia alla variante col congiuntivo imperfetto Chiese a sua madre se potesse andare in Calabria.
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